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Portinaro: piede piatto nei bambini, tecniche a confronto

È un difetto molto comune, ma spesso transitorio: tutti i bambini nascono con il piede piatto, che rimane fisiologicamente tale fino ai 5-6 anni d’età, quando si forma progressivamente la volta plantare. Non bisogna però confonderlo con condizioni patologiche che possono essere responsabili di diverse deformità del piede, e che è quindi importante individuare precocemente. Per questo è fondamentale rivolgersi ad un centro specializzato, in grado di diagnosticare e trattare nel modo più adeguato tutte le patologie del piede.

“Normalmente è sufficiente una visita ortopedica pediatrica per escludere gravi malattie, ed un controllo ogni 18-24 mesi – spiega il prof. Nicola Portinaro, responsabile dell’Unità Operativa di Neuro-Ortopedia Pediatrica di Humanitas -. Se, alla fine dello sviluppo della volta plantare (tra i 10 ed i 12 anni in genere), il piede non si è corretto, nella maggior parte dei casi si può intervenire chirurgicamente. In Humanitas la correzione del piede piatto di grado molto grave viene effettuata per via mini-invasiva. L’intervento, eseguito in Day Hospital, prevede un’incisione minima, di nemmeno un centimetro, suturata con un punto riassorbibile. La tecnica utilizzata permette di irrobustire l’arcata mediale del piede, e il bambino torna a camminare subito dopo l’operazione”.

Dagli USA, per un osservare da vicino l’applicazione di questa metodica, saranno ospiti in Humanitas fino al 3 ottobre due dei maggiori esperti mondiali nel settore della neurortopedia pediatrica: Luciano Dias e Scott Mubarak, che si confronteranno con gli specialisti di Humanitas per fare il punto sulle nuove tecniche chirurgiche per la correzione delle deformità del piede del bambino.

Il prof. Luciano Dias, primario di Neurortopedia pediatrica del Children’s Memorial Hospital di Chicago e del Rehabilitation Insitute of Chicago (RIC), oltre che presidente dell’American Academy for Cerebral Palsy and Developmental Medicine (AACPDM), è stato uno dei primi medici al mondo ad applicare alla cura della spina bifida e della paralisi cerebrale infantile la Gate Analysis, cioè lo studio della cinetica e della cinematica del passo, che permette di quantificare i difetti di forza e di movimento del bambino malato.

Scott Mubarak, professore di Ortopedia presso la University of California, San Diego (USA) oltre che responsabile del Children’s Hospital’s Pediatric Orthopedic Program, ha messo a punto una tecnica correttiva innovativa, “triple C”, per le gravi patologie dei piedi dei bambini: l’intervento consiste nella correzione di tre ossa contemporaneamente (calcagno, cuboide, cuneiforme: 3 C, appunto) e permette il riallineamento anatomico e il riequilibrio biomeccanico del piede.

“Con Dias e Mubarak – conclude il prof. Portinaro – condivideremo valutazioni cliniche dei pazienti, indicazioni chirurgiche e tecniche di intervento. In un interessante e proficuo confronto e scambio di esperienze”.
In Humanitas, grazie alla stretta collaborazione multidisciplinare di specialisti e professionalità diverse, l’Unità Operativa di Ortopedia e Neuro-Ortopedia Pediatrica gestisce a 360° le problematiche ortopediche pediatriche congenite ed acquisite, anche in bambini con malformazioni secondarie a disturbi da disabilità neuromotorie. Il team si avvale di anestesisti dedicati e terapisti del dolore (in collaborazione con l’équipe diretta dalla dott.ssa Roberta Monzani), nonché di fisiatri e terapisti della riabilitazione (in collaborazione con l’équipe del dott. Bruno Bernardini). Gli interventi effettuati vanno dalla correzione delle più comuni deformità alla chirurgia ricostruttiva di gravi patologie del piede e del sistema muscolo scheletrico.

A cura della Redazione

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