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Gravidanza e patologie cardiovascolari per le future mamme

Una speranza per le donne affette da patologie cardiovascolari che desiderano avere un figlio. Guarda il servizio della rubrica del Tg2 “Medicina trentatré”.

 width=Finalmente anche le donne con problemi cardiaci non gravi, quali lievi-moderate ostruzioni delle valvole cardiache o delle coronarie, e le donne che hanno subito piccoli infarti o interventi per correggere difetti cardiaci congeniti, possono avere bambini.

Guarda il servizio del Tg2 Salute andato in onda lunedì 12 dicembre! (minuto 5:05)

Il messaggio di speranza è stato lanciato, per la prima volta, al congresso della European Society of Cardiology, tenutosi a settembre, durante la presentazione delle linee guida internazionali per il trattamento delle malattie cardiovascolari in gravidanza. Nove i cardiologi europei, insieme ad un ginecologo olandese, impegnati nella definizione di queste norme pubblicate contemporaneamente, durante la settimana del convegno di Parigi, sul Journal of Obstetrics and Gynecology e sul European Heart Journal.

Ecco come si può essere mamme, anche se si è affette da malattie al cuore

 width=“Nella maggior parte delle cardiopatie – spiega la dott.ssa Patrizia Presbitero, responsabile dell’Unità Operativa di Emodinamica e Cardiologia Interventistica di Humanitas – grazie alle più moderne tecniche quali la valvuloplastica aortica o mitralica, l’angioplastica coronarica e la cardiochirurgia, è possibile portare avanti una gravidanza, senza gravi conseguenze per il feto e la madre, secondo parametri, modalità e tempi ben precisi. In base a quanto emerge dallo studio che abbiamo presentato è oggi possibile rassicurare le pazienti cardiopatiche, costrette fino a pochi anni fa a rinunciare in partenza alla gravidanza o ad interromperla nel caso in cui quest’ultima fosse già in corso. Definire queste linee guida è stato perciò fondamentale, poiché esse si basano su ricerche cliniche e sul consenso di esperti”.

Quali sono le donne più colpite dalle patologie cardiovascolari e come affrontare la gravidanza

 width=Nei Paesi europei la percentuale di donne colpite da malattie cardiache congenite è dell’0,8%, mentre è oggi diminuita notevolmente la percentuale di valvulopatie reumatiche (intorno all’1%). La fascia di popolazione femminile che ha figli intorno ai quarant’anni e che fuma è invece molto salita nei Paesi occidentali, con conseguente aumento di cardiopatie ischemiche e di ipertensione in gravidanza; si tratta del 6-8% di tutte le gravidanze. In base a quanto emerso dal convegno, il parto spontaneo, anche per le donne affette da patologie cardiovascolari, è ritenuto la modalità consigliabile. “Tuttavia, anche se migliore, il parto naturale è pur sempre un evento improvviso – spiega la dott.ssa Presbitero – difficile quindi da attuare in casi come questi, che richiedono, invece, la presenza di un’équipe medica preparata e attrezzata adeguatamente al fine di far fronte all’insorgere di eventuali complicanze. Motivo per cui consiglio in genere alle pazienti con cardiopatie di una certa importanza di rivolgersi a strutture idonee”. Rimangono, invece, poche malattie cardiovascolari da considerasi ancora pericolose per la vita della madre o del feto, per le quali è sconsigliabile quindi affrontare una gravidanza: l’ipertensione polmonare, le cardiopatie con scompenso, la sindrome di Marfan con grave dilatazione della aorta ascendente, le cardiopatie cianogene e le ostruzioni molto gravi delle valvole cardiache.

“Nei prossimi mesi – spiega la dott.ssa Presbitero – sarà avviato un dibattito nelle comunità mediche di vari paesi dell’Unione Europea per offrire un’opportunità anche alle donne cardiopatiche di affrontare la gravidanza. Il confronto è dunque indispensabile, affinché i medici possano essere guidati adeguatamente nel seguire queste pazienti in questo bellissimo, ma molto delicato, periodo della loro vita”.

A cura della Redazione

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