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Cornea, quando serve il trapianto

La cornea è la prima lente naturale che la luce attraversa entrando nell’occhio e concorre a mettere a fuoco le immagini sulla retina. Trasparenza e regolarità della superficie corneale sono qualità essenziali ad una visione nitida. Quando la cornea risulta opacizzata o deformata a causa di traumi, infezioni o alterazioni congenite della sua curvatura, se la gravità del caso non consente trattamenti conservativi, si ricorre ad un trapianto di cornea (cheratoplastica perforante). Ne parliamo con il dott. Pietro Rosetta, specialista dell’Unità Operativa di Oculistica di Humanitas, diretta dal dott. Paolo Vinciguerra.

Le patologie più frequenti
“La patologia che più frequentemente richiede il ricorso al trapianto di cornea – spiega il dott. Rosetta – è il cheratocono. Si tratta di una malattia a carattere ereditario, caratterizzata da una deformazione progressiva della cornea che tende a sfiancarsi, estroflettersi e ad assottigliarsi all’apice assumendo la forma di cono.
Solitamente si manifesta in pazienti giovani nella II-III decade di vita, ha una evoluzione soggettiva, determina agli esordi un progressivo peggioramento della qualità visiva, negli stadi più avanzati opacizzazione e in casi rari perforazione corneale. Negli stadi iniziali della malattia il paziente può ricorrere all’uso di lenti a contatto; quando la deformazione della cornea vanifica l’efficacia delle LAC o vi è un rischio imminente di perforazione si pone l’indicazione al trapianto di cornea.
Per frequenza, la seconda causa di trapianto è una patologia chiamata cheratopatia bollosa. In questo caso lo strato cellulare più interno alla cornea, chiamato endotelio, viene meno alla sua funzione che è quella di garantire la trasparenza; si formano sulla superficie corneale delle microbolle e la cornea appare opaca. Tra le principali cause vi sono una anomalia congenita dell’endotelio, traumi, infezioni o shock chirurgici che danneggiano il prezioso strato cellulare più interno. Anche in questo caso, quando la terapia farmacologica risulta insufficiente, si ricorre ad un trapianto; le particolari condizioni di sofferenza corneale pre-operatoria aumentano il rischio di rigetto e la probabilità che il lembo corneale innestato perda nel tempo la trasparenza.
Traumi, causticazioni, infezioni oltre che rare malformazioni sono causa di leucomi, cioè di una una perdita, localizzata o diffusa, della trasparenza corneale, per formazione di tessuto cicatriziale opaco o di neovasi (vasi di nuova formazione normalmente assenti dal tessuto corneale). Tali opacità ostruiscono la visione e se interessano gli strati più superficiali della cornea in alcuni casi possono venire rimosse ricorrendo alla PTK (cheratectomia laser fototeraputica), in caso contrario è consigliabile il ricorso al trapianto di cornea”.

La tecnica operatoria
Il trapianto di cornea è un intervento prevalentemente eseguito in anestesia generale, che consiste nel sostituire a tutto spessore una porzione di cornea opaca con un’eguale quantità di tessuto trasparente.
“In questo tipo di intervento – precisa il dott. Rosetta – l’attuale orientamento è volto non solo ad un recupero delle strutture oculari danneggiate ma anche al conseguimento della migliore visione possibile; in questa prospettiva la recente introduzione del topografo corneale semplifica la diagnosi e fornisce indicazioni sulla terapia. Tale strumento, proiettando una serie di anelli concentrici sulla superficie corneale, dà un’immagine che, analizzata al computer, fornisce indicazioni dettagliate sulle difformità presenti.
La nuova metodica messa a punto presso il nostro Istituto consente già in sede intraoperatoria una netta riduzione delle irregolarità della superficie del lembo corneale impiantato e si avvale di un nuovo topografo corneale utilizzato in corso di intervento che fornisce informazioni riguardo all’astigmatismo presente ed aiuta il chirurgo ad eliminarlo.
Questa tecnica non solo non comporta alcuno stress chirurgico aggiuntivo per il paziente sottoposto a cheratoplastica ma permette di ottenere risultati di qualità superiore in una percentuale molto più alta e soprattutto minimizza ogni ulteriore disagio rappresentato dal riscorso a spiacevoli interventi chirurgici successivi al trapianto”.

Le banche degli occhi
Contrariamente a quanto avveniva fino ad alcuni anni or sono, il trapianto di cornea è un intervento programmabile con alcuni giorni di anticipo grazie alla disponibilità di cornee donate. Questo grazie alla presenza delle banche degli occhi, strutture sanitarie che hanno il compito di raccogliere, selezionare, conservare e distribuire tessuti oculari idonei e sicuri per il trapianto. Sono tenute a mantenere e documentare un sistema di distribuzione etico e trasparente per i centri di trapianto e per i pazienti che vi afferiscono, garantendo la disponibilità di tessuti senza discriminazioni di sesso, età, razza, religione, credo politico, nazionalità o altro.
La diffusione dell’attività di donazione e di banking di cornee sul territorio nazionale ha portato l’Italia a raggiungere il primo posto tra le nazioni europee per numero di cornee donate e trapiantate.

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