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Ipoglicemia

Che cos’è l’ipoglicemia?

Nei pazienti con diabete, l’ipoglicemia si verifica quando i livelli di glucosio nel sangue scendono al di sotto di una certa soglia, tipicamente inferiore a 70 mg/dl, sebbene i sintomi possono manifestarsi anche con valori più alti, a seconda della risposta individuale. Nelle persone senza diabete, l’ipoglicemia si verifica raramente e comporta la presenza di valori di glicemia sotto i 55 mg/dl con sintomi specifici.

In base al grado di severità, l’ipoglicemia può essere classificata in:

  • Grado lieve: caratterizzato dalla sola presenza di sintomi adrenergici (tremore, sudorazione, palpitazioni, tachicardia, senso di freddo) che il paziente riesce a gestire in autonomia con l’assunzione di carboidrati per via orale.
  • Grado moderato: ai sintomi adrenergici si aggiungono quelli neuroglicopenici (disturbi dell’attenzione, debolezza, parestesie e confusione mentale); nonostante una maggiore difficoltà, anche in questo caso il paziente riesce a gestire la situazione in autonomia.
  • Grado grave: lo stato di coscienza del paziente è alterato ed è pertanto necessario l’aiuto di altre persone. In questi casi, è necessario un trattamento immediato con somministrazione di glucagone per via intramuscolare/ sottocutanea o somministrazione di glucosio per via endovenosa.

Quali sono le cause di ipoglicemia?

La causa più frequente di ipoglicemia è legata all’assunzione di farmaci per curare il diabete (come l’insulina o le sulfaniluree). La probabilità che si verifichino episodi di ipoglicemia nei pazienti in terapia insulinica dipende da vari fattori, tra cui il tipo di diabete, il regime terapeutico, la gestione della glicemia, la dose di insulina e altri fattori individuali:

  • Tipo di insulina e regine terapeutico: l’uso di insulina a lunga durata d’azione o basale combinato con insulina ad azione rapida (schema basal-bolus), può aumentare il rischio di ipoglicemia; l’uso di dosi eccessive rispetto alla quantità di cibo consumato o all’attività fisica svolta può portare a ipoglicemia
  • Attività fisica: praticare esercizio fisico intenso senza fare prima uno spuntino o ridurre la dose di insulina del pasto precedente
  • Saltare i pasti o attendere troppo tempo tra i pasti, in questi casi può essere utile fare uno spuntino tra i pasti
  • Assunzione di bevande alcoliche a digiuno: l’alcol interferisce con la capacità del fegato di rilasciare glucosio nel sangue.

Inoltre, alcune condizioni patologiche possono aumentare il rischio di ipoglicemia, come:

  • Patologie del fegato e del pancreas  
  • Complicanze di interventi chirurgici (es. sindrome da dumping)
  • Tumori neuroendocrini secernenti insulina (insulinoma)
  • Patologie endocrine severe che alterano i meccanismi controregolatori (es. iposurrenalismo primitivo o secondario)
  • Ipoglicemia reattiva: episodio di abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue di seguito a un pasto ricco di carboidrati raffinati o zuccheri semplici che determina un rilascio anomalo di insulina (iperinsulinismo) in persone con un quadro di resistenza periferica alla sua azione (insulino-resistenza).

Quali sono i sintomi dell’ipoglicemia?

I sintomi dell’ipoglicemia possono variare da persona a persona ed è importante che ciascuno sappia individuare i propri “segni d’allarme” per riconoscere, trattare e prevenire le crisi ipoglicemiche. L’ipoglicemia può essere presente anche in assenza di sintomi e in questo caso si parla di “ipoglicemia inconsapevole”.

Segni e sintomi più comuni sono:

Come si previene l’ipoglicemia?

Per prevenire l’ipoglicemia, è importante monitorare i livelli di glucosio nel sangue ed essere preparati a trattarla tempestivamente in qualsiasi momento. Il paziente con diabete in terapia con farmaci ipoglicemizzanti e i suoi familiari/caregiver devono essere in grado di riconoscere i sintomi e portare sempre con sé bustine di zucchero o bevande zuccherate o altre fonti di carboidrati ad azione rapida in modo da poter trattare l’ipoglicemia se si verificasse. 

Come trattare l’ipoglicemia?

Ogni centro diabetologico fornisce al paziente la necessaria terapia educazionale per gestire al meglio l’ipoglicemia.

Nei pazienti con diabete, alla comparsa dei sintomi tipici da ipoglicemia, si dovrebbe:

  • Sospendere qualunque attività e sedersi
  • Se si è alla guida, fermarsi immediatamente
  • Controllare il livello di zucchero nel sangue, facendo il controllo della glicemia al dito: se è minore di 70 mg/dl, deve essere trattata immediatamente.

In caso di ipoglicemia lieve o moderata, quindi con paziente cosciente, può essere seguita la “regola del 15”: assumere 15 grammi di carboidrati “semplici”, pari a circa 3 cucchiaini/bustine/zollette di zucchero in grani o sciolto in acqua o a un cucchiaio da tavola di miele o a 125 ml (1/2 bicchiere) di una bibita zuccherata (cola, aranciata etc) o di un succo di frutta.

Bisogna poi rivalutare la glicemia dopo 15 minuti e ripetere l’assunzione sopra indicata sino a che la glicemia non risulti superiore a 100 mg/dl. La correzione dell’ipoglicemia può essere solo temporanea, pertanto la glicemia deve essere misurata ogni 15 minuti, fino al riscontro di almeno due valori normali in assenza di ulteriore trattamento (assunzione di alimenti zuccherini) tra le due misurazioni.

Qualora i valori rimanessero <70 mg/dl e/o in caso di un peggioramento dei sintomi e perdita di coscienza è consigliabile consultare il medico e assumere/somministrare una fiala (1 mg) di glucagone intramuscolo oppure tramite spray nasale, di utilizzo molto più semplice. Quando la persona riprende conoscenza deve assumere gli zuccheri secondo le indicazioni precedenti. Controllare la glicemia ogni 15 minuti e se il paziente non riprende coscienza chiamare i soccorsi per somministrare il glucosio per via endovenosa.

In caso di ipoglicemia reattiva si consiglia invece di intervenire sulla dieta. Utile fare pasti piccoli e frequenti, bilanciati con proteine, grassi, carboidrati e fibre, evitando zuccheri semplici (dolci, pane bianco, bevande zuccherate) e alcolici.
Importante anche eseguire regolarmente esercizio fisico e mantenere il peso corporeo nella norma. In questo modo è possibile prolungare e stabilizzare l’assorbimento del glucosio, evitando picchi iperglicemici e l’iperinsulinismo, che può associarsi a ipoglicemia reattiva.  
In caso la dieta non sia sufficiente, si può associare una terapia farmacologica con metformina, che riduce l’insulino-resistenza o acarbosio, che diminuisce l’assorbimento intestinale del glucosio.

Visita diabetologica

È fondamentale per la diagnosi del diabete, nell’identificare la migliore terapia personalizzata farmacologica e non (dieta ed attività fisica, anch’esse personalizzate), e nell’aiutare il paziente nella prevenzione di eventuali complicanze.

Ultimo aggiornamento: Marzo 2025
Data online: Settembre 2015

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