Che cos’è la frattura del femore prossimale (frattura dell’anca)?
Si definisce frattura del femore prossimale quella frattura che coinvolge la parte più alta del femore, a livello dell’articolazione dell’anca.
Sebbene possa verificarsi a qualsiasi età è più comune nelle persone anziane, soprattutto oltre i 75 anni, ed è spesso associata a cadute, soprattutto in presenza di osteoporosi.
Queste fratture possono essere classificate in base al punto in cui si verifica la lesione e possono essere:
- Intra-capsulari: si verificano nel punto in cui il femore si unisce all’anca, all’interno della capsula articolare.
- Extra-capsulari: si verificano al di fuori della capsula articolare e sono per questo motivo più instabili, creando pertanto maggior dolore anche per piccoli movimenti.
Inoltre, a seconda del rapporto che hanno i due monconi di frattura, possono essere composte (la forma del femore prossimale è normo-rappresentata) o scomposte (i due monconi di frattura non sono più allineati).
Quali sono le cause della frattura dell’anca?
La principale causa di frattura del femore prossimale, soprattutto nell’anziano, è la caduta accidentale; in presenza di osteoporosi il rischio è molto più alto. Nelle persone giovani, la frattura è spesso legata a incidenti stradali o comunque a traumi ad alta energia (anche sportivi).
Tra le cause collegate non bisogna dimenticare il sesso (le donne in menopausa soffrono un più rapido indebolimento delle ossa), farmaci a base di cortisone, fattori nutrizionali (quali un’alimentazione povera di calcio e vitamina D), sedentarietà, fumo e abuso di alcol.
Quali sono i sintomi di una frattura dell’anca?
I sintomi possono variare a seconda del punto in cui si è verificata la frattura. In generale, una frattura scomposta provoca un forte dolore e un’importante limitazione funzionale.
I sintomi e i segni comuni includono:
- Dolore acuto
- Incapacità di muoversi immediatamente dopo l’evento traumatico
- Difficoltà a sostenere il peso sul lato dell’anca lesionata e a rimanere in piedi
- In alcuni casi, possono essere presenti gonfiore o lividi e deformità/accorciamento dell’arto interessato (spesso l’arto è extraruotato).
Se si manifestano i sintomi sopra descritti, soprattutto in seguito a una caduta, è essenziale contattare il numero di emergenza 112 per essere trasportati al Pronto Soccorso più vicino.
Frattura del femore prossimale: come si fa la diagnosi?
In generale si può diagnosticare la frattura già con una semplice radiografia dell’anca. In alcuni casi selezionati, un approfondimento con TAC o RMN può essere eseguito per meglio pianificare il trattamento.
Come si cura la frattura dell’anca?
La frattura del femore prossimale viene trattata in modo differente a seconda del tipo di frattura.
Le fratture laterali, conosciute come fratture basicervicali e pertrocanteriche (extra-capsulari), sono trattate attraverso un intervento che mira a ricostruire la parte fratturata (osteosintesi con chiodo endomidollare o placca).
I pazienti con fratture mediali, conosciute come fratture sottocapitate o mediocervicali (intra-capsulari), prevedono nell’anziano un intervento di protesizzazione, che può coinvolgere solo il femore (endoprotesi) o femore e acetabolo (artroprotesi). Nel giovane invece si cerca sempre di portare a guarigione la frattura con un intervento di osteosintesi con viti o con placca.
Alcune fratture del collo femorale, se ingranate o impattate in valgo, possono guarire anche senza intervento chirurgico. Il paziente deve però essere in grado di mobilizzarsi fuori dal letto e di verticalizzarsi con l’ausilio di ausili (stampelle o deambulatore).
I tempi di recupero variano in base al tipo di intervento e alle condizioni individuali del paziente. In generale, sia l’endoprotesi che l’artroprotesi consentono un recupero relativamente rapido. Dopo l’intervento, il paziente può gradualmente iniziare a caricare il peso sulla zona trattata e intraprendere la fisioterapia.
Per coloro che hanno subito un intervento di osteosintesi con chiodo o viti, i tempi di recupero dipendono dalla stabilità della frattura dopo l’intervento. Il carico viene concesso da subito, ma viene protetto con l’uso di stampelle o deambulatore, per circa 6-8 settimane.
Il ripristino dell’autonomia dipende anche dalle caratteristiche fisiche e dalle condizioni generali. Anche in assenza di gravi patologie, l’ospedalizzazione e l’intervento chirurgico possono destabilizzare l’equilibrio delicato del paziente anziano. In questi casi, l’evento traumatico può portare a una perdita definitiva dell’autonomia.
La frattura del femore prossimale, nel paziente anziano, è comunque un evento grave che deve essere affrontato e trattato in modo tempestivo. Il tasso di mortalità a un anno è di circa il 30%.
La visita ortopedica per la frattura dell’anca permette di valutare le cause e i trattamenti più adeguati alla sintomatologia.
Ultimo aggiornamento: Marzo 2025
Data online: Settembre 2015