COME TI POSSIAMO AIUTARE?

Centralino
+39 02 8224 1

Se hai bisogno di maggiori informazioni contattaci telefonicamente

Prenotazioni Private
+39 02 8224 8224

Prenota una visita in privato o con assicurazione telefonicamente, oppure direttamente online

Centri

IBD Center
0282248282
Dipartimento di Gastroenterologia
02 8224 8224
Ortho Center
02 8224 8225
Cancer Center
0282246280
Centro Odontoiatrico
0282246868
Cardio Center
02 8224 4330
Centro Obesità
02 8224 6970
Centro Oculistico
02 8224 2555

Frattura dell’anca (frattura del femore prossimale)

Che cos’è la frattura del femore prossimale (frattura dell’anca)?

Si definisce frattura del femore prossimale quella frattura che coinvolge la parte più alta del femore, a livello dell’articolazione dell’anca.

Sebbene possa verificarsi a qualsiasi età è più comune nelle persone anziane, soprattutto oltre i 75 anni, ed è spesso associata a cadute, soprattutto in presenza di osteoporosi.

Queste fratture possono essere classificate in base al punto in cui si verifica la lesione e possono essere:

  • Intra-capsulari: si verificano nel punto in cui il femore si unisce all’anca, all’interno della capsula articolare.
  • Extra-capsulari: si verificano al di fuori della capsula articolare e sono per questo motivo più instabili, creando pertanto maggior dolore anche per piccoli movimenti.

Inoltre, a seconda del rapporto che hanno i due monconi di frattura, possono essere composte (la forma del femore prossimale è normo-rappresentata) o scomposte (i due monconi di frattura non sono più allineati).

Quali sono le cause della frattura dell’anca?

La principale causa di frattura del femore prossimale, soprattutto nell’anziano, è la caduta accidentale; in presenza di osteoporosi il rischio è molto più alto. Nelle persone giovani, la frattura è spesso legata a incidenti stradali o comunque a traumi ad alta energia (anche sportivi).

Tra le cause collegate non bisogna dimenticare il sesso (le donne in menopausa soffrono un più rapido indebolimento delle ossa), farmaci a base di cortisone, fattori nutrizionali (quali un’alimentazione povera di calcio e vitamina D), sedentarietà, fumo e abuso di alcol.

Quali sono i sintomi di una frattura dell’anca?

I sintomi possono variare a seconda del punto in cui si è verificata la frattura. In generale, una frattura scomposta provoca un forte dolore e un’importante limitazione funzionale. 

I sintomi e i segni comuni includono:

  • Dolore acuto
  • Incapacità di muoversi immediatamente dopo l’evento traumatico
  • Difficoltà a sostenere il peso sul lato dell’anca lesionata e a rimanere in piedi
  • In alcuni casi, possono essere presenti gonfiore o lividi e deformità/accorciamento dell’arto interessato (spesso l’arto è extraruotato).

Se si manifestano i sintomi sopra descritti, soprattutto in seguito a una caduta, è essenziale contattare il numero di emergenza 112 per essere trasportati al Pronto Soccorso più vicino.

Frattura del femore prossimale: come si fa la diagnosi?

In generale si può diagnosticare la frattura già con una semplice radiografia dell’anca. In alcuni casi selezionati, un approfondimento con TAC o RMN può essere eseguito per meglio pianificare il trattamento.

Come si cura la frattura dell’anca?

La frattura del femore prossimale viene trattata in modo differente a seconda del tipo di frattura. 

Le fratture laterali, conosciute come fratture basicervicali e pertrocanteriche (extra-capsulari), sono trattate attraverso un intervento che mira a ricostruire la parte fratturata (osteosintesi con chiodo endomidollare o placca).

I pazienti con fratture mediali, conosciute come fratture sottocapitate o mediocervicali (intra-capsulari), prevedono nell’anziano un intervento di protesizzazione, che può coinvolgere solo il femore (endoprotesi) o femore e acetabolo (artroprotesi). Nel giovane invece si cerca sempre di portare a guarigione la frattura con un intervento di osteosintesi con viti o con placca.

Alcune fratture del collo femorale, se ingranate o impattate in valgo, possono guarire anche senza intervento chirurgico. Il paziente deve però essere in grado di mobilizzarsi fuori dal letto e di verticalizzarsi con l’ausilio di ausili (stampelle o deambulatore).

I tempi di recupero variano in base al tipo di intervento e alle condizioni individuali del paziente. In generale, sia l’endoprotesi che l’artroprotesi consentono un recupero relativamente rapido. Dopo l’intervento, il paziente può gradualmente iniziare a caricare il peso sulla zona trattata e intraprendere la fisioterapia.

Per coloro che hanno subito un intervento di osteosintesi con chiodo o viti, i tempi di recupero dipendono dalla stabilità della frattura dopo l’intervento. Il carico viene concesso da subito, ma viene protetto con l’uso di stampelle o deambulatore, per circa 6-8 settimane.

Il ripristino dell’autonomia dipende anche dalle caratteristiche fisiche e dalle condizioni generali. Anche in assenza di gravi patologie, l’ospedalizzazione e l’intervento chirurgico possono destabilizzare l’equilibrio delicato del paziente anziano. In questi casi, l’evento traumatico può portare a una perdita definitiva dell’autonomia.

La frattura del femore prossimale, nel paziente anziano, è comunque un evento grave che deve essere affrontato e trattato in modo tempestivo. Il tasso di mortalità a un anno è di circa il 30%.

Visita ortopedica – frattura anca

La visita ortopedica per la frattura dell’anca permette di valutare le cause e i trattamenti più adeguati alla sintomatologia.

Ultimo aggiornamento: Marzo 2025
Data online: Settembre 2015

Unità Operative

Torna su