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CO2 e zero emissioni: così Humanitas riduce l’impatto ambientale

Le strutture sanitarie registrano consumi energetici tra i più alti nel settore terziario, a causa dei macchinari speciali di cui sono dotate e delle peculiarità degli spazi che le compongono, si pensi, ad esempio, a sale operatorie o laboratori di ricerca, il cui fabbisogno di energia elettrica e termica è molto elevato.
Nonostante queste esigenze strutturali, l’Istituto Clinico Humanitas da tempo è impegnato nella ricerca di soluzioni concrete per offrire un contributo significativo in termini di sostenibilità ambientale.

Gli impianti di trigenerazione

Circa il 60% del consumo totale di energia dell’Ospedale è a carico dell’impianto di condizionamento, ovvero l’insieme di tutti gli impianti che permettono di regolare la temperatura e l’umidità, nonché la circolazione e la purezza dell’aria. Tra le soluzioni più interessanti per far fronte, in modo maggiormente sostenibile, a questi bisogni energetici vi sono gli impianti di trigenerazione: Istituto Clinico Humanitas attualmente ne utilizza due e grazie a essi, annualmente, riesce a risparmiare circa 1800 TEP (Tonnellata Equivalente di Petrolio), che equivalgono a un risparmio di 4.500 tonnellate di CO2.

Il processo di trigenerazione permette di trasformare il calore, solitamente scartato, in una preziosa risorsa. Infatti, gli impianti di trigenerazione, alimentati a metano, producono energia elettrica e, successivamente, il calore prodotto dal motore viene catturato e convertito in energia termica e frigorifera. Ciò significa che con un singolo metro cubo di metano è possibile produrre energia elettrica, energia termica ed energia frigorifera, ottenendo un significativo risparmio energetico rispetto all’ipotesi di produrle separatamente. Questa tecnologia è considerata, dunque, una fonte di energia ad alto rendimento e tra i suoi principali vantaggi c’è proprio la riduzione dell’impatto ambientale.

Geotermia: una preziosa fonte di energia rinnovabile

L’ospedale è, inoltre, dotato di un pozzo geotermico usato per la produzione di energia frigorifera, indispensabile per il raffreddamento degli ambienti e delle macchine elettromedicali che la struttura possiede. Il funzionamento di questi pozzi è basato sulla geotermia, considerata una risorsa energetica rinnovabile tra le più promettenti in ottica di riduzione del consumo di elettricità e di emissioni di CO2.

Fiore all’occhiello del polo ospedaliero è, infine, il Campus di Humanitas University, dove l’energia elettrica e quella frigorifera sono prodotte interamente utilizzando il calore del sottosuolo, il che si traduce in una produzione in loco di CO2 pari a zero.

Tutti questi elementi rappresentano degli importanti passi fatti da Humanitas verso una gestione sempre migliore del suo impatto ambientale.

I numeri di Humanitas
  • 2.3 milioni visite
  • +56.000 pazienti PS
  • +3.000 dipendenti
  • 45.000 pazienti ricoverati
  • 800 medici
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