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Acalasia esofagea: che cos’è e quali sono i sintomi?

L’acalasia esofagea è una patologia poco comune che colpisce l’esofago, manifestandosi principalmente con difficoltà nel passaggio del cibo attraverso l’esofago. 

Esistono alcune ipotesi sulle cause sottostanti, ma attualmente non vi sono certezze. Quali sono i sintomi di acalasia esofagea e come si cura? Ne parliamo con la professoressa Roberta Maselli, specialista in Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

Acalasia esofagea: i sintomi

Nelle persone con acalasia esofagea si verifica una contrazione anomala della porzione del muscolo che riveste l’intero esofago. Questo provoca una difficoltà nel trasporto del cibo ingerito verso lo stomaco, con suo conseguente accumulo principalmente nella parte finale dell’esofago. Solo l’ingestione di ulteriore cibo o di liquidi, che esercita pressione su quello “bloccato“, consente di spingerlo verso lo stomaco. 

Con il passare del tempo, questa condizione porta a una dilatazione dell’esofago a causa dell’accumulo di cibo, contribuendo anche a un’infiammazione cronica

I sintomi di acalasia esofagea sono:

  • difficoltà nel passaggio del cibo, che viene percepito come un vero e proprio blocco
  • rigurgito di saliva o cibo
  • dolore toracico
  • dimagrimento
  • vomito.

Acalasia esofagea: gli esami per la diagnosi

La diagnosi dell’acalasia esofagea richiede una visita gastroenterologica. Inizialmente lo specialista potrebbe avvalersi della gastroscopia, un esame utile per confermare i sospetti ed escludere la presenza di ostacoli meccanici come tumori dell’esofago. 

Tuttavia, la manometria è fondamentale per una diagnosi certa dell’acalasia, poiché registra l’attività pressoria dell’esofago. Inoltre si raccomanda l’esecuzione di una radiografia esofagea con mezzo di contrasto per valutare il livello di dilatazione dell’esofago.

Come si cura l’acalasia esofagea

La terapia farmacologica risulta inefficace. L’approccio migliore prevede il taglio dello strato muscolare lungo l’esofago. In passato, questo intervento veniva eseguito solo attraverso la chirurgia laparoscopica

Tuttavia, negli ultimi anni, è diventato sempre più comune l’utilizzo di una tecnica mininvasiva denominata POEM (miotomia endoscopica transorale). Questa procedura, che non lascia cicatrici visibili, comporta l’incisione delle fibre muscolari dell’esofago attraverso un’endoscopia flessibile simile a quella utilizzata per la gastroscopia. 

Un’altra opzione endoscopica consiste nella dilatazione dell’esofago mediante un palloncino. Tuttavia, questa tecnica presenta un rischio maggiore di recidiva a lungo termine. 

Durante questa procedura, un palloncino gonfiabile viene introdotto attraverso la bocca e fatto scendere fino allo sfintere esofageo inferiore, dove viene gonfiato, causando una rottura traumatica del muscolo esofageo.

Ultimo aggiornamento: Luglio 2024
Data online: Settembre 2017

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