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Nobel all’Immunologia. Il commento del prof. Mantovani

 style=Il Nobel per la Medicina è andato agli “esploratori” del sistema immunitario: Bruce Beutler, Jules Hoffmann e Ralph Steinman sono stati premiati per il contributo rivoluzionario che hanno dato alla comprensione delle difese dell’organismo. Le loro ricerche hanno permesso di chiarire come funziona “a tutto tondo” il sistema immunitario, dalle prime linee di difesa che entrano in gioco non appena si presenta una minaccia esterna, alle cellule che entrano in azione successivamente per cacciare gli intrusi e che aiutano il sistema immunitario a “ricordare” quali sono i suoi nemici.

“Premio meritatissimo” commenta Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas, “i tre hanno dato un contributo fondamentale alla conoscenza del sistema immunitario”.

“Nel 1973 – spiega il prof. Mantovani, autore del libro “I Guardiani della Vita” – presso la Rockefeller University, negli USA, Ralph M. Steinman, immunologo e biologo cellulare, chiarì la funzione di particolari fagociti che chiamò «cellule dendritiche» (dal greco devndron, dendron, albero). Steinman dimostrò che queste cellule fungono da tramite tra l’immunità innata e quella adattativa”. Le cellule dendritiche campionano il microambiente e funzionano come sentinelle, cioè avvisano il sistema immunitario (in particolare i linfociti T, un tipo di globuli bianchi) a far partire la sua reazione verso gli “intrusi”.

Beutler e Hoffmann dividono invece la metà del premio per avere scoperto come funziona la “prima linea” delle difese immunitarie. “Beutler e Hoffmann – continua il prof. Mantovani – hanno individuato i recettori (Toll-like receptors) che danno il segnale d’attivazione alle cellule dendritiche”.

Gli studi condotti dai tre Nobel hanno anche aperto la strada allo sviluppo di nuove strategie di prevenzione, la più recente delle quali punta a vaccini capaci di spingere il sistema immunitario ad aggredire le cellule tumorali. Importante anche il contributo delle loro ricerche nel favorire nuove strategie di cura contro le malattie infiammatorie.

“L’assegnazione di questo Premio Nobel è molto importante – conclude il prof. Mantovani -, perché costituisce una prova tangibile di come la ricerca di base di alta qualità possa avere un impatto enorme sulla salute dell’uomo. Le scoperte di Beutler, Hoffmann e Steinman hanno aperto e stanno tuttora aprendo la strada a nuove strategie diagnostico-terapeutiche al servizio della salute: nuovi adiuvanti e vaccini terapeutici, per la prima volta basati su cellule (il primo approvato per uso clinico dalla Food & Drug Administration è quello contro il cancro della prostata)”.

 

GUARDA!

Il commento del prof. Mantovani ai 3 nobel su Corriere.it
La video intervista al prof. Mantovani su Corriere.it
La scheda del libro “I Guardiani della vita”

 

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