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Tumore al polmone, prevenzione e diagnosi precoce

I risultati emersi dal National Lung Screening Trial, uno studio promosso dal National Cancer Institute (USA) per testare l’efficacia della Tomografia Computerizzata (TC) rispetto alla radiografia del torace come metodo di screening per i carcinomi polmonari, hanno spinto i ricercatori europei a condividere i rispettivi risultati ed esprimere un parere sulla continuazione degli studi in corso, durante un workshop tenutosi a Pisa nelle scorse settimane. I rappresentanti dei gruppi di studio si sono trovati d’accordo sulla necessità di continuare a valutare l’effetto della TC sia nei termini di riduzione effettiva della mortalità che in fatto di danni dovuti agli effetti collaterali, anche attraverso un’analisi ad interim dei dati provenienti da tutti i singoli studi, che proseguiranno comunque fino alle rispettive conclusioni programmate.
Ne abbiamo parlato con il dott. Maurizio Infante, aiuto dell’Unità Operativa di Chirurgia toracica di Humanitas, responsabile del progetto DANTE sulla diagnosi precoce dei tumori polmonari.

Dott. Infante, cosa è emerso dagli incontri di Pisa?
“Ci sono ancora parecchie questioni, non solo di argomento puramente scientifico, che vanno risolte prima che i programmi di screening con TC possano essere raccomandati ai milioni di fumatori ed ex fumatori esistenti. Il 20-30% degli esiti presenta elementi dubbi che possano portare ad approfondimenti più invasivi – talora per patologia benigna -, mentre in media soltanto nell’1-2% dei casi viene individuato precocemente un carcinoma polmonare maligno. Non è ancora chiaro se la diagnosi precoce possa evitare effettivamente la progressione della malattia in caso di patologia aggressiva. In sostanza, l’entità del beneficio apportato è, in molti casi, ancora tutta da misurare. Inoltre, quali effetti potrebbe avere l’introduzione di questo esame sulle politiche di prevenzione e di cessazione del fumo? È possibile che induca un falso senso di sicurezza o, addirittura, disincentivi le persone a smettere di fumare”.

Consiglierebbe ai fumatori di sottoporsi spontaneamente a questo tipo di esame?
“Allo stato attuale non è possibile consigliare la TC ai polmoni come metodo di screening spontaneo. Gli studi esistono proprio per questo motivo: è necessario migliorare le conoscenze in materia. La TC polmonare è un esame che comporta l’impiego di radiazioni ionizzanti, per quanto molto contenute. Per ridurre al massimo gli effetti collaterali indesiderati, è necessario individuare gruppi più ristretti cui proporre l’esame attraverso nuovi indicatori di tipo clinico, epidemiologico e biologico.
Data la limitata disponibilità di dati sul reale beneficio dello screening, e i possibili effetti collaterali dannosi, l’esposizione di soggetti sani (benché a rischio) a esami TAC richiede attenta e completa informazione del paziente. Ad ogni soggetto che chiedesse di sottoporsi volontariamente alla procedura di screening con TC dovrebbe pertanto essere sottoposto un dettagliato consenso informato.
Smettere di fumare o, meglio, non cominciare, sarà sempre la prima arma di prevenzione”.

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