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Cuore: tutti i vantaggi delle nuove valvole percutanee

Un intervento al cuore meno invasivo che rivoluziona la chirurgia della sostituzione delle valvole cardiache.

presbitero_husUna rivoluzione nel campo della sostituzione delle valvole cardiache, soprattutto in caso di stenosi valvolare aortica. Invece dell’intervento tradizionale, molto invasivo (a torace aperto e con circolazione extra-corporea), si può ora intervenire per via percutanea, sostituendo la valvola danneggiata attraverso un catetere che viene inserito in un’arteria o in una vena periferica. Un intervento decisamente meno invasivo, che prevede una convalescenza breve e offre ottimi risultati. Gli specialisti, molto soddisfatti dei risultati ottenuti sono ad ora, si augurano di poter estendere in futuro a tutti i pazienti questa possibilità, oggi riservata solo a un numero limitato di persone. Ne parliamo con la dott.ssa Patrizia Presbitero, responsabile di Cardiologia, Cardiologia Interventistica e dell’Unità Coronarica di Humanitas.

L’idea arriva dagli stent

“Anche solo 20 anni fa – spiega la dott.ssa Presbitero – sarebbe stato impensabile sostituire una valvola aortica stenotica attraverso un’arteria o una vena periferica. L’idea è venuta dall’esperienza con gli stent, reticelle metalliche montate su un palloncino sgonfio che vengono portate dentro i vasi fino al punto stenotico e poi schiacciate contro le pareti dell’arteria. Il palloncino viene gonfiato, lo stent si dilata, schiaccia la placca ateriosclerotica e rimane in sede e il palloncino viene rimosso. Si è quindi pensato di poter inserire all’interno di queste reticelle metalliche una valvola aortica che potesse essere schiacciata e portata all’interno del cuore. Grande era lo scetticismo tra gli specialisti e gli esperimenti sono durati anni, soprattutto per le dimensioni delle valvole che dovevano essere compresse in un catetere, finché due anni fa si è riusciti a effettuare il primo impianto sull’uomo”.

Le nuove valvole
“Sono due le differenze fondamentali tra una valvola cardiaca impiantata chirurgicamente e una sostituita per via percutanea. Le nuove valvole, innanzitutto, non sono meccaniche ma biologiche, cioè formate da tessuti che possono essere compressi all’interno di uno stent. Lo svantaggio rappresentato dalla loro breve durata sta per essere superato, dato che le valvole di ultima generazione possono durare fino a 18-20 anni. La seconda differenza è che nella chirurgia la valvola da sostituire viene espiantata e quella nuova viene suturata sull’anello valvolare, mentre nella sostituzione per via percutanea la valvola originale viene schiacciata (gonfiando un palloncino) contro le pareti del vaso.
In commercio esistono per ora solo due tipi di valvole aortiche adatte a questo intervento: una di tessuto di pericardio suino e una di tessuto di pericardio bovino. Ma sono più di 50 le industrie che in tutto il mondo stanno lavorando sulla produzione di questo tipo di valvole, che rappresentano il futuro della sostituzione valvolare aortica.
Si sta inoltre lavorando per rendere sempre più piccoli i cateteri utilizzati per inserire le valvole: da 1,5 cm si è già passati a un diametro di 0,8 cm ì, facilitando quindi l’accesso attraverso vene e arterie che possono essere strette o calcificate. La sede di inserimento di queste valvole aortiche per via percutanea è l’arteria femorale, ma si possono anche inserire attraverso l’arteria succlavia, con un piccolo intervento effettuato dal chirurgo vascolare. Nel caso in cui l’accesso venoso o arterioso si riveli troppo difficile, si può impiantare la valvola aortica attraverso l’apice del cuore, in un intervento che vede la collaborazione tra i cardiochirurghi e gli emodinamisti”.

L’impatto clinico
“Questa procedura innovativa è stata ammessa nel nostro Paese con dei grossi limiti: al momento è permessa a livello aortico per tutti quei pazienti che, per qualsiasi ragione (broncopneumopatia, precedenti di ictus, condizioni generali che sconsigliano una circolazione extra-corpora) non possono essere sottoposti a un intervento cardiochirurgico. Quindi in tutti quei casi in cui il rischio chirurgico è molto elevato è il chirurgo stesso a consigliare l’intervento per via percutanea. Al momento, dunque, stiamo intervenendo su pazienti molto anziani o molto malati. Pazienti difficili, sui quali la sostituzione della valvola aortica per via percutanea sta avendo successo, con eccezionali indici di sopravvivenza e una convalescenza rapida”.

La valvola polmonare
“In Humanitas abbiamo effettuato anche due interventi di sostituzione della valvola polmonare per via percutanea e altri due interventi sono previsti a breve. Si interviene di solito su pazienti giovani che soffrono di una patologia congenita e che sono stati già sottoposti a due o tre interventi, per cui un re-intervento di sostituzione del condotto tra il ventricolo destro e l’arteria polmonare presenta un’alta percentuale di rischio. In questo caso la rivoluzione è rappresentata da una nuova valvola di tessuto di vena giugulare bovina, che viene inserita all’interno del condotto, dilatata con un palloncino e lasciata in sito. La sede dell’inserimento del catetere che contiene la valvola è la vena femorale”.

A cura di Elena Villa

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