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Procreazione medico-assistita, un aiuto psicologico

Per le coppie che ricorrono a questa metodologia per avere un figlio da oggi in Humanitas un supporto in più.

Le coppie che si rivolgono a Humanitas per risolvere anche attraverso le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) una difficoltà o un’impossibilità di avere una gravidanza, possono disporre, se lo desiderano, di un supporto psicologico che le aiuti a superare problemi legati a un momento tanto importante e delicato della loro vita. Senso di impotenza e di colpa, resistenza a condividere con il partner il dolore della difficoltà riproduttiva, ma anche problematiche relative alla gravidanza sono alcuni dei temi affrontati nei colloqui individuali e di coppia proposti da Serena Galliera e Sonia Castelli, psicologhe che collaborano con l’Unità Operativa di Ginecologia e Medicina della Riproduzione, diretta dal Prof. Paolo Emanuele Levi Setti.

Perché un aiuto psicologico?
“La coppia che decide di ricorrere alla Procrezione Medicalmente Assistita – spiegano le psicologhe – può sentire il bisogno di avere un supporto psicologico per affrontare disagi e difficoltà di un percorso sicuramente non facile. La coppia, o i membri della stessa separatamente, possono affrontare durante il colloquio, diversi aspetti connessi alla difficoltà riproduttiva.
Spesso il senso di impotenza per la genitorialità negata comporta una forte crisi di identità nei confronti del ruolo di donna e di uomo. L’identità femminile è ancora intimamente associata alla maternità. Non poter avere un figlio causa quindi una dolorosa ferita narcisistica e un abbassamento dell’autostima. L’uomo tende invece a confondere la virilità con la fertilità, arrivando a dirsi: ‘Non sono un vero uomo se non so dare la vita’. Per superare tale conflitto capita che arrivi a un eccessivo investimento lavorativo, allontanandosi dalla partner”.

Quali sono i problemi che vengono affrontati?
“Una parte fondamentale del nostro lavoro consiste nel far emergere le emozioni profonde conseguenti alla diagnosi di difficoltà riproduttiva, aiutando i pazienti ad accettare anche le eventuali reazioni negative. È facile ad esempio sperimentare dolore, invidia per chi riesce ad avere bambini, rabbia (per se stessi, per il coniuge o per un destino ingiusto) e senso di colpa. Quando poi l’infertilità è inspiegata o senza causa apparente, non ha cioè cause organiche precise, c’è una componente psicologica aggiuntiva che può essere utile approfondire. La scoperta di una causa di tipo fisico da parte del medico ha un valore rassicurante sulla persona, che sente di potersi affidare al professionista per la risoluzione del suo problema. Se invece non viene riscontrata alcuna spiegazione accettabile, aumenta il senso d’impotenza e conseguentemente l’auto-colpevolizzazione.
In questo percorso è inoltre essenziale aiutare le coppie nell’elaborazione del lutto, perché la perdita di un bambino immaginario (il bimbo desiderato che non si riesce a concepire) è molto simile alla perdita di una persona reale. Non di rado la difficoltà riproduttiva ha ripercussioni anche sulla coppia: i partner potrebbero allontanarsi e vivere il dolore del desiderio non appagato senza condivisione reciproca. Una volta ottenuta la gravidanza ‘artificiale’, può insorgere nella donna un sentimento di ambivalenza: la gioia di attendere un bimbo si scontra con la mancanza di naturalità del concepimento”.

In cosa consiste il vostro lavoro?
“Parallelamente ai colloqui di sostegno, noi psicologhe dell’U.O. di Medicina della Riproduzione ci occupiamo del monitoraggio delle gravidanze, fino al parto. Interveniamo una volta che la coppia ha intrapreso il primo tentativo di fecondazione assistita: la contattiamo telefonicamente per avere notizie sull’esito del tentativo e, in caso di insuccesso, ci informiamo sulla reazione e sui sentimenti che prova. Monitoriamo poi le gravidanze e seguiamo anche il periodo successivo alla nascita del bambino, sempre attraverso contatti telefonici. Da poco abbiamo lanciato una nuova iniziativa: incontri di gruppo, dove le coppie possano mettere a confronto le proprie esperienze e condividere i propri vissuti emotivi, traendo beneficio dal contesto in gruppo. Abbiamo constatato che questo confronto aiuta molto le coppie a gestire i conflitti interiori derivanti dalla difficoltà riproduttiva e dal ricorso alle tecniche di procreazione assistita”.

Progetti futuri?
“Attualmente stiamo organizzando un’iniziativa rivolta a chi comincia il proprio percorso nel mondo della PMA. Molte coppie, infatti, ci hanno espresso la necessità di avere più informazioni teoriche e tecniche al loro primo contatto con la struttura. Questa nuova tipologia di incontri ci vedrà affiancate da un medico o da un biologo dell’équipe che, insieme a noi, introdurrà gli aspetti più strettamente tecnici delle procedure e dei trattamenti. In tale sede introdurremo anche le componenti psicologiche della PMA e proporremo come passo successivo la partecipazione ai gruppi di condivisone e confronto. Pensiamo che tali incontri saranno molto utili alle coppie e li aiuteranno a orientarsi meglio nel percorso che si apprestano a intraprendere”.

Modalità di iscrizione e costi
Le psicologhe ricevono su appuntamento. Per contattarle o ricevere informazioni sulle iniziative (costi di iscrizione, date, ecc….) è possibile telefonare dal lunedì al giovedì allo 02- 82244695 o inviare una e-mail a psicologiadellariproduzione@humanitas.it.

A cura di Elena Villa

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