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Gruppi di auto-aiuto per dializzati

I gruppi di “auto-aiuto” a sostegno dei pazienti in dialisi e delle loro famiglie. Un’iniziativa nata per cercare di alleggerire, attraverso una struttura ed un percorso coordinati e mirati i disagi personali e relazionali dovuti alla condizione di paziente dializzato.

“Il dializzato – spiega Giuliana Rocca – vive una situazione molto speciale, in cui il legame ad una macchina scandisce i ritmi e i tempi di vita: dover effettuare la dialisi per tre mezze giornate alla settimana può incidere profondamente sull’attività lavorativa e sul tempo libero dei pazienti, che devono anche osservare particolari diete. Inoltre, nel caso di nefropatologie ereditarie, al disagio personale si unisce anche la preoccupazione di trasmettere lo stesso problema ai propri figli. Il contesto di pesante dipendenza da una macchina e da un ospedale, la paura e le incertezze per il proprio futuro, la debolezza fisica e psicologica creano quasi sempre problemi di autostima e relazionali anche con familiari.
In questa situazione è importante un aiuto per conoscere, capire e sdrammatizzare: proprio questo è lo scopo del progetto della Fondazione Humanitas”.

L’iniziativa – innovativa perché per la prima volta offre un percorso strutturato di aiuto e non un semplice sostegno psicologico individuale – è stata studiata e messa a punto da un team composto da due medici nefrologi, il professor Giorgio Graziani e il dottor Salvatore Badalamenti, dalla caposala Elena Alterchi della Sezione di Dialisi di Humanitas, dal Centro di Analisi Transazionale di Milano, in particolare dalla direttrice Dela Ranci e da Elena Gavazzi e Andrea Dondi (già conduttori dei gruppi di formazione dei Volontari Humanitas) e da Giuliana Bossi Rocca, responsabile del progetto per la Fondazione.

Il progetto pilota si articola in cinque incontri domenicali (24 febbraio, 24 marzo, 21 aprile, 26 maggio e 23 giugno) durante i quali pazienti e familiari si riuniscono parallelamente presso Humanitas, ma in sale separate, con il proprio conduttore, un esperto del Centro di Analisi Transazionale. Questi incontri hanno lo scopo di far percepire e far vivere con maggiore serenità la propria condizione attraverso la condivisione e il confronto con persone che hanno problemi analoghi. Nel corso dell’iter formativo, sono previsti anche momenti conviviali per consolidare l’amicizia e la fiducia reciproca.

I numeri di Humanitas
  • 2.3 milioni visite
  • +56.000 pazienti PS
  • +3.000 dipendenti
  • 45.000 pazienti ricoverati
  • 800 medici
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