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Linfomi e Leucemie: corsia preferenziale per nuovi farmaci biologici

Recenti studi aprono nuove prospettive terapeutiche nella terapia della Leucemia Linfatica Cronica e dei Linfomi non-Hodgkin

Negli ultimi mesi, la ricerca sui farmaci biologici ha registrato sostanziali progressi che hanno reso disponibili nuovi farmaci per il trattamento di linfomi e leucemie croniche. In particolare, Ibrutinib, un inibitore orale di BTK, ha dimostrato particolare efficacia nella leucemia linfatica cronica, nel linfoma a piccoli linfociti e nel linfoma mantellare. Inoltre, sono partiti nuovi studi clinici nei linfomi diffusi a grandi cellule B che combinano inibitori chinasici con l’anticorpo monoclonale Rituximab. Quali sono le novità principali e quali prospettive si sono aperte per il futuro? Ne abbiamo discusso con il professor Carmelo Carlo-Stella, capo sezione di Terapie Sperimentali dell’Unità di Oncologia ed Ematologia di Humanitas Cancer Center.

 

Professore, quali sono le nuove applicazioni di Ibrutinib?

La Food and Drug Administration (FDA), l’ente americano che regola le autorizzazioni per farmaci e prodotti alimentari, ha recentemente approvato l’utilizzo di Ibrutinib nei pazienti con leucemia linfatica cronica, linfoma a piccoli linfociti e linfoma mantellare ricaduti o refrattari ad una precedente linea di terapia. Per l’approvazione, l’FDA ha usato un nuovo sistema denominato “breakthrough therapy designation”, una procedura innovativa per la valutazione di studi clinici e per l’approvazione urgente di nuovi farmaci. Sulla base di due studi clinici pubblicati sul prestigioso New England Journal of Medicine. La rilevante efficacia clinica e gli scarsi effetti collaterali di Ibrutinib, rendono questa terapia un notevole passo in avanti rispetto agli attuali standard terapeutici. E’ prevedibile che anche l’EMA (European Medicine Agency), l’omologo europeo dell’FDA, adotterà le medesime misure. In Humanitas, oggi Ibrutinib è disponibile per uso compassionevole per i pazienti affetti da leucemia linfatica cronica con delezione del braccio corto del cromosoma 17. A breve, dovrebbe partire anche un programma di uso compassionevole di Ibrutinib in pazienti con leucemia linfatica cronica di qualsiasi variante genetica.

 

Ci sono novità anche per altri tipi di linfoma?

Un altro studio molto interessante si riferisce al trattamento del Linfoma diffuso a grandi cellule B, una patologia molto aggressiva. Per i pazienti con malattia ricaduta o refrattaria che non possono fare il trapianto di cellule staminali, abbiamo recentemente attivato uno studio clinico basato sull’associazione di Rituximab, un anticorpo monoclonale anti-CD20, con tre nuovi farmaci: CC-122 (un immunomodulante analogo della lenalidomide), CC-292 (un inibitore di BTK) e CC-223 (un inibitore  di mTOR). Lo studio è finalizzato a valutare la sicurezza di questi farmaci e l’efficacia della terapia. 

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